Studio Ercolano - News Acconto Irpef

Nel mese di novembre ci troviamo a fare i conti con una scadenza importante, ovvero il versamento dell’acconto Irpef. Iniziamo a capire di cosa si tratta.

L’ acconto irpef è l’importo che va pagato come anticipo dell’imposta dovuta per l’anno in corso, vuol dire che, al momento in cui noi compiliamo la nostra denuncia dei redditi, ci troviamo nell’anno successivo a quello relativo ai redditi che esaminiamo per il calcolo delle imposte, di conseguenza l’erario, ci richiede di versare una quota a titolo di acconto, appunto per l’anno in corso. Questa quota corrisponde al 100% del cosiddetto saldo.

Per fare un po di chiarezza, vediamo come si calcola tutto questo:

Le imposte sui redditi (irpef) si pagano ogni anno secondo il metodo del saldo e dell’acconto, il primo si versa entro il 30 di giugno ed il secondo entro il 30 di novembre. Il versamento dell’acconto, ovviamente, determina una riduzione di quello che sarà poi il saldo al calcolo delle imposte nella dichiarazione dei redditi che compileremo l’anno successivo. Detto questo, cerchiamo di capire come viene calcolato l’acconto irpef. Abbiamo due metodi per calcolare l’acconto, il primo è il metodo “storico” il secondo è il metodo “previsionale”, in entrambi i casi l’acconto corrisponde al 100% del saldo.

Cerchiamo di fare un po di chiarimenti e capire quando possiamo utilizzare il primo e quando il secondo tra i due:

Metodo storico. Per determinare l’acconto irpef in base al metodo storico dobbiamo tenere conto del risultato delle imposte indicato al rigo “rn34” (differenza) del modello unico (prendendo in esame l’unico/17 p.F.), se l’importo indicato in questo rigo, non supera la cifra di € 51,65, non è dovuto il versamento dell’acconto, nel caso contrario dobbiamo assolvere al versamento, di seguito capiamo come.

Metodo previsionale. Utilizzeremo il seguente metodo se nel corso dell’anno solare, prevediamo di conseguire un reddito inferiore a quello oggetto della dichiarazione, al fine di versare un importo in acconto inferiore rispetto a quanto dovuto con il metodo storico o addirittura evitare del tutto di versare l’acconto.

Ora invece discutiamo della metodologia di versamento vera e propria, quindi una volta determinato l’importo da versare, come va versato?

L’acconto va versato in due modi, in unica soluzione entro il 30 di novembre oppure in due rate il 30 giugno e il 30 novembre.

Quando il possiamo utilizzare il primo modo e quando il secondo?

Verseremo l’acconto in un’unica soluzione quando l’importo che dicevamo prima al rigo “rn34” della nostra dichiarazione, supera l’importo di € 51,65 e comunque inferiore all’importo di € 257,42. Nel caso, invece, che l’importo del rigo “rn34” superi la somma di € 257,42 allora possiamo dividerlo nelle due scadenze predette ovvero 30 giugno e 30 novembre, la divisione a queste due scadenze non può essere arbitraria, ovvero non possiamo decidere noi quanto versare al 30 giugno e quanto al 30 novembre, bensì il 40% lo verseremo al 30 giugno e il restante 60% al 30 novembre.

Teniamo anche presente che la quota di acconto che andremo a versare al 30 giugno, chiamata quindi “primo acconto” può essere rateizzata insieme al saldo, seguendo le medesime regole, mentre la quota che andremo a versare invece al 30 novembre, chiamata quindi “secondo acconto” va versata senza la possibilità di dilazione.

Per quanto riguarda l’addizionale comunale, invece, dobbiamo versare l’acconto nella misura del 30% di quanto otteniamo come saldo in relazione all’aliquota deliberata da ogni singolo comune ed il versamento va effettuato in un’unica soluzione al 30 giugno in concomitanza del saldo o rateizzato insieme ad esso.

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